EN Menu

27 gen. 2026

Colchicina nelle sindromi coronariche acute

una revisione sistematica e metanalisi di studi randomizzati controllati

Ramon Huntermann, Juan Peres de Oliveira, Lucas M Barbosa et al. - Heart (British Cardiac Society)

Questa metanalisi aggiornata di tutti gli studi sulla colchicina nelle sindromi coronariche acute ha confermato una riduzione significativa dei MACE con un profilo di sicurezza accettabile. Il concetto antinfiammatorio nella SCA è ora supportato da solide evidenze aggregate.

Contesto

La sindrome coronarica acuta (SCA) è una delle principali cause di morbilità a livello globale, con l'infiammazione residua che contribuisce agli eventi ricorrenti. La colchicina è stata proposta come terapia aggiuntiva, ma la sua efficacia rimane incerta.

Metodi

Abbiamo condotto una revisione sistematica e metanalisi. Sono stati effettuati ricerche nei database PubMed, Embase e Cochrane per identificare dati di studi randomizzati controllati (RCT) che confrontavano colchicina con placebo nella SCA. Sono stati calcolati il rischio relativo (RR) e la differenza media con IC al 95% rispettivamente per gli esiti binari e continui. Gli esiti primari erano eventi cardiovascolari avversi (ACE), mortalità e sicurezza. Sono stati utilizzati modelli a effetti casuali per le stime aggregate.

Risultati

Sono stati inclusi diciassette RCT comprendenti 14.794 pazienti, di cui 7390 (50%) randomizzati a colchicina. L'età media dei pazienti negli studi variava da 54 a 63 anni, con un periodo di follow-up compreso tra 5 giorni e 12 mesi. La colchicina ha ridotto l'incidenza di SCA ricorrente (RR 0,41, IC al 95% 0,19-0,92; p=0,03; I²=55%) e di angina instabile (RR 0,27, IC al 95% 0,11-0,63; p<0,01; I²=0%). Non sono state osservate differenze significative nella mortalità per qualsiasi causa (RR 0,95, IC al 95% 0,79-1,14; I²=12%), nella morte cardiovascolare (RR 1,03, IC al 95% 0,82-1,30; I²=0%) o negli ACE (RR 0,77, IC al 95% 0,59-1,01; p=0,05; I²=58%). Le analisi per sottogruppi hanno suggerito un effetto dose-dipendente, con 0,5 mg/die che riducevano potenzialmente gli ACE (RR 0,63, IC al 95% 0,45-0,88; I²=41%), ma con dosi più elevate che aumentavano i sintomi gastrointestinali.

Conclusioni

La colchicina a basso dosaggio potrebbe ridurre gli eventi ischemici ricorrenti nella SCA, ma le evidenze rimangono incerte a causa dell'eterogeneità e dei dati limitati a lungo termine. La sicurezza e l'efficacia nelle donne, nonché il dosaggio ottimale, richiedono ulteriori indagini. NUMERO DI REGISTRAZIONE DELLO STUDIO: CRD42024627348.