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29 mag. 2026

Fisiopatologia, prevenzione e gestione dell'ostruzione microvascolare coronarica.

Edina Cenko, Lina Badimon, Giuseppe Vadalà et al. - European heart journal

Dichiarazione di consenso clinico sulla fisiopatologia, prevenzione e gestione dell'ostruzione microvascolare ('no-reflow') dopo PCI primaria in STEMI. Nonostante la rivascolarizzazione tempestiva, persiste una riperfusione miocardica subottimale fino al 60% dei casi, con un rischio significativo di rimodellamento ventricolare sinistro avverso, insufficienza cardiaca e morte. Le terapie farmacologiche (adenosina intracoronarica, nitroprussiato) mostrano un beneficio incerto. Le strategie non farmacologiche — post-condizionamento ischemico, terapia con ossigeno supersaturo, scarico meccanico del ventricolo sinistro — mostrano promesse ma richiedono validazione su larga scala tramite RCT. La dichiarazione sottolinea la necessità di una migliore stratificazione del rischio e di nuove terapie mirate alla microvascolatura.

Sintesi

Sebbene l’intervento coronarico percutaneo (PCI) primario tempestivo riduca la mortalità nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), il carico dell’insufficienza cardiaca post-infarto rimane considerevole e si prevede che aumenti. Un fattore contributivo principale è la riperfusione miocardica subottimale, che persiste fino al 60% dei casi anche con una rivascolarizzazione tempestiva. Ciò è in gran parte determinato dall’ostruzione microvascolare e dal danno da ischemia-riperfusione, che culminano nel fenomeno del no-reflow, un fattore prognostico critico associato a un’alterata guarigione dell’infarto, a un rimodellamento ventricolare sinistro avverso e a un aumentato rischio di insufficienza cardiaca e morte. Il no-reflow è un fenomeno complesso e eterogeneo, identificabile mediante diverse tecnologie invasive e non invasive. Quando osservato dopo PCI, dopo aver escluso stenosi epicardica residua, indica una scarsa perfusione microvascolare e richiede una gestione urgente. Identificare i pazienti ad alto rischio e implementare interventi mirati precoci è essenziale per migliorare gli esiti. Le terapie farmacologiche, tra cui l’adenosina e il nitroprussiato per via intracoronarica, hanno mostrato benefici incerti nel migliorare il flusso microvascolare. Le strategie non farmacologiche, come il postcondizionamento ischemico, la terapia con ossigeno supersaturo per via intracoronarica, la trombectomia con stent-retriever e lo scarico meccanico del ventricolo sinistro, hanno dimostrato prospettive promettenti ma richiedono una ulteriore validazione in studi clinici su larga scala. Questa dichiarazione di consenso clinico riassume le strategie attuali per la prevenzione e il trattamento del no-reflow e sottolinea la necessità di una migliore stratificazione del rischio e di nuove terapie mirate al microcircolo. Affrontare questa persistente e significativa necessità clinica insoddisfatta è cruciale per migliorare l’assistenza ai pazienti con STEMI e per mitigarne le complicanze a lungo termine, tra cui l’insufficienza cardiaca e la mortalità.