Questa metanalisi di tutti gli studi randomizzati con inibitori dell'aldosterone sintasi (baxdrostat, lorundrostat) ha confermato una riduzione significativa della pressione arteriosa nei pazienti con ipertensione. L'evidenza aggregata ha stabilito l'inibizione dell'aldosterone sintasi come una nuova classe di farmaci con un profilo favorevole di efficacia e sicurezza.
L'ipertensione è un importante problema di salute globale. Gli inibitori dell'aldosterone sintasi (ASI) sono emersi come una strategia terapeutica promettente per il controllo della pressione arteriosa.
Una ricerca approfondita nei database MEDLINE ed Embase fino al 30 marzo 2024 ha identificato studi randomizzati che confrontavano gli ASI con placebo per il trattamento dell'ipertensione. L'estrazione dei dati è stata effettuata in modo indipendente da 2 autori. Sono state condotte sia metanalisi a effetti casuali (massima verosimiglianza ristretta) sia a effetti fissi per tenere conto rispettivamente della diversità e della dimensione degli studi. Sono stati calcolati i rapporti di rischio per gli esiti binari e le differenze medie per gli esiti continui.
Sono stati inclusi sette studi controllati randomizzati con 1440 pazienti (età media, 60 anni; 39% donne). L'analisi ha mostrato che gli ASI hanno ridotto la pressione arteriosa sistolica ambulatoriale di 6,3 mm Hg ([IC al 95%, da -8,8 a -3,8]; p<0,0001) e la pressione arteriosa diastolica di 2,2 mm Hg ([IC al 95%, da -4,2 a -0,2]; p=0,03). Il rapporto di rischio per gli eventi avversi era 1,1 ([IC al 95%, 0,9-1,2]; p=0,3), con un andamento simile per gli eventi avversi gravi (rapporto di rischio, 1,0 [IC al 95%, 0,5-2,3]; p=0,95). Non si sono verificati decessi correlati al trattamento. Tuttavia, il rischio di iperkaliemia era maggiore con gli ASI (rapporto di rischio, 2,5 [IC al 95%, 1,2-5,4]; p<0,02).
Gli ASI riducono efficacemente la pressione arteriosa sistolica e diastolica nei pazienti ipertesi e presentano un profilo di sicurezza tollerabile. L'aumentato rischio di iperkaliemia richiede un monitoraggio attento. Questi risultati suggeriscono che gli ASI rappresentano una potenziale opzione terapeutica per l'ipertensione, in attesa di ulteriori ricerche in studi più ampi.