Esiti gravidici avversi — disturbi ipertensivi, diabete gestazionale, parto pretermine, PEG — complicano quasi una gravidanza su cinque e sono associati a un rischio cardiovascolare materno a breve e lungo termine. Questa revisione consolida il crescente consenso che la gravidanza sia un test da sforzo naturale e il periodo post-partum una finestra opportuna per lo screening cardiovascolare mirato e il counselling sullo stile di vita. Si argomenta a favore dell’inserimento formale della storia gravidica nella valutazione del rischio cardiovascolare.
La gravidanza è ampiamente riconosciuta come un periodo critico nel ciclo di vita della donna, in cui i cambiamenti fisiologici volti a sostenere la crescita del feto possono avere conseguenze avverse sulla salute cardiovascolare a lungo termine. Gli esiti avversi della gravidanza sono in aumento nella prevalenza, complicano quasi 1 gravidanza su 5 negli Stati Uniti e includono disturbi ipertensivi della gravidanza, diabete gestazionale, parto pretermine e nascita di un neonato piccolo per l'età gestazionale. Numerosi dati osservazionali dimostrano che questi esiti avversi della gravidanza sono associati a un aumentato rischio materno di malattia cardiovascolare (CVD) a breve e lungo termine. Di conseguenza, la gravidanza è comunemente definita come un test da sforzo, che offre una finestra sulla futura salute cardiovascolare delle donne. Questa conoscenza ha portato a crescenti sollecitazioni da parte di società professionali nazionali e internazionali a riconoscere la gravidanza e il periodo postpartum come momenti opportuni per la valutazione del rischio di CVD e per il counseling sulla salute cardiovascolare. Questo riconoscimento dell'i