Utilizzo degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 e livelli di emoglobina, marcatori del metabolismo del ferro ed eritropoiesi
Una revisione sistematica e una meta-analisi di studi clinici randomizzati.
Una meta-analisi di 85 studi randomizzati (70.543 partecipanti) dimostra che gli inibitori del SGLT2 producono un aumento piccolo ma statisticamente significativo dell'emoglobina (+0,60 g/dl) e dell'ematocrito (+2,36 %) rispetto al placebo. Le analisi secondarie rivelano anche livelli elevati di eritropoietina e una saturazione della transferrina ridotta, suggerendo un effetto modulatore sull'eritropoiesi e sul metabolismo del ferro. Sebbene le implicazioni cliniche rimangano incerte, questi risultati aiutano i clinici a interpretare le variazioni di laboratorio attese nei pazienti con insufficienza cardiaca, malattia renale cronica o diabete.
Obiettivi
Valutare le associazioni tra l’uso di inibitori del SGLT2 e i livelli di emoglobina, ematocrito e marcatori del metabolismo del ferro e dell’eritropoiesi, rispetto al placebo o a un comparatore attivo. FONTI DEI DATI: sono stati eseguiti ricerche su PubMed, Web of Science e sul Registro Cochrane Central degli Studi Controllati (CENTRAL) dall’inizio delle pubblicazioni fino al 22 luglio 2026. SELEZIONE DEGLI STUDI: studi clinici randomizzati, in doppio cieco, che confrontavano l’uso di inibitori del SGLT2 con placebo o comparatori attivi in pazienti con una o più delle seguenti condizioni: malattia cardiovascolare, diabete, insufficienza cardiaca e malattia renale cronica. ESTRAZIONE E SINTESI DEI DATI: tre revisori hanno estratto indipendentemente i dati e i risultati sono stati aggregati mediante meta-analisi con effetti casuali. ESITI E MISURE PRINCIPALI: gli esiti primari erano le variazioni di emoglobina ed ematocrito. Gli esiti secondari erano le variazioni della concentrazione di globuli rossi, eritropoietina (EPO) e parametri del ferro (ferro siero, ferritina, saturazione della transferrina ed epcidina).
Risultati
Sono stati analizzati complessivamente 85 studi clinici randomizzati (durata mediana [IQR], 24 [12-32] settimane), che includevano 70 543 partecipanti (età media [DS], 62,4 [9,4] anni; 25 334 donne [35,9%]). Il livello basale medio (DS) di emoglobina era 13,6 (1,5) g/dL; l’ematocrito basale era 41,5% (4,9). 78 studi clinici (67 208 partecipanti) hanno confrontato gli inibitori del SGLT2 con il placebo, mentre 7 studi clinici (3335 partecipanti) hanno utilizzato comparatori attivi, più comunemente sitagliptina (2 studi [1158 partecipanti]). Dal basale al follow-up, l’emoglobina è variata di 0,55 g/dL (IC 95%, 0,49-0,61 g/dL; P < .001) nel gruppo inibitori del SGLT2 e di -0,08 g/dL (IC 95%, -0,13 a -0,03 g/dL; P = .003) nel gruppo di controllo (differenza, 0,60 g/dL; IC 95%, 0,55-0,66 g/dL; P < .001). Dal basale al follow-up, l’ematocrito è variato del 2,17% (IC 95%, 1,95%-2,39%; P < .001) nel gruppo inibitori del SGLT2 e del -0,13% (IC 95%, -0,28% a 0,01%; P = .07) nel gruppo di controllo (differenza, 2,36%; IC 95%, 2,19%-2,52%; P < .001). Dei 6 esiti secondari, 4 hanno mostrato associazioni significative con gli inibitori del SGLT2, tra cui un aumento dell’EPO (2,35 mUI/mL nel gruppo inibitori del SGLT2 vs 0,04 mUI/mL nel gruppo di controllo; differenza, 2,11 mUI/mL [IC 95%, 0,5-3,71 mUI/mL]; P = .01) e una diminuzione della saturazione della transferrina (-2,2% nel gruppo inibitori del SGLT2 vs -0,10% nel gruppo di controllo; differenza, -0,84% [IC 95%, -1,21% a -0,47%]; P < .001).
Conclusioni
In una meta-analisi di studi clinici randomizzati, rispetto al controllo, l’uso di inibitori del SGLT2 è stato associato a incrementi piccoli ma statisticamente significativi dei livelli di emoglobina ed ematocrito. La rilevanza clinica di questi risultati non è chiara.
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