EPCCS 2018 Un'impressione della presentazione del Dott. Rafel Ramos sull'arteriopatia degli arti inferiori come malattia CV maggiore trascurata, tenuta durante il Summit CV Annuale dell'EPCCS.
Il Dott. Rafel Ramos (Universitat de Girona) ha parlato dell'arteriopatia degli arti inferiori (AAI), una forma di malattia cardiovascolare spesso trascurata ma grave. L'AAI colpisce le arterie degli arti inferiori ed è associata a un rischio notevolmente aumentato di infarto del miocardio, ictus e morte cardiovascolare, indipendentemente dal fatto che i soggetti presentino sintomi come la claudicatio intermittens o siano asintomatici.
La prevalenza dell'AAI aumenta significativamente con l'età ed è favorita da fattori di rischio quali il fumo, il diabete, l'ipertensione e la dislipidemia. Nonostante l'elevata prevalenza e la sua importanza prognostica, l'AAI è spesso sottodiagnosticata nella medicina generale, poiché molti soggetti non presentano sintomi classici o questi vengono erroneamente interpretati come una normale manifestazione dell'invecchiamento.
L'indice caviglia-braccio (ABI) è lo strumento diagnostico centrale nelle cure primarie. Un valore di ABI inferiore a 0,90 è considerato diagnostico di AAI, mentre valori superiori a 1,40 possono indicare una calcificazione della media con letture falsamente elevate, un aspetto da considerare in particolare nelle persone con diabete. Il Dott. Ramos ha sottolineato che l'ABI è uno strumento semplice, economico e non invasivo che dovrebbe essere utilizzato più ampiamente nella pratica di medicina generale, in particolare nelle persone con fattori di rischio cardiovascolare esistenti.
Ha presentato lo score di rischio REASON, uno strumento sviluppato per stratificare il rischio cardiovascolare nelle persone con AAI, che può aiutare a determinare l'intensità del trattamento e del follow-up.
Per quanto riguarda il trattamento, il Dott. Ramos ha sottolineato che la gestione dell'AAI si basa su due pilastri: la riduzione del rischio cardiovascolare complessivo e il trattamento sintomatico della claudicatio. La riduzione del rischio cardiovascolare comprende la cessazione del fumo, la terapia con statine, il controllo della pressione arteriosa, il controllo glicemico nel diabete e l'antiaggregazione piastrinica. Un notevole progresso recente è l'evidenza a favore dell'inibitore di PCSK9 evolocumab, che in studi ha mostrato, in persone con AAI e malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata, una riduzione significativa degli eventi cardiovascolari maggiori, oltre a una riduzione degli eventi maggiori agli arti.
Il Dott. Ramos ha concluso affermando che, a causa della sua stretta associazione con altre manifestazioni di malattia cardiovascolare, l'AAI dovrebbe essere considerata un segnale di allarme di un elevato rischio cardiovascolare sistemico, e che l'individuazione precoce nella medicina generale è fondamentale per ridurre il rischio complessivo dei soggetti interessati.