Questa revisione pubblicata sull'European Heart Journal esamina come i disturbi metabolici — obesità, diabete di tipo 2 e dislipidemia — influenzino il rischio cardiovascolare attraverso meccanismi recentemente identificati. Gli autori evidenziano i benefici cardiovascolari inattesi delle classi di farmaci metabolici, inclusi gli agonisti dei recettori GLP-1 e gli inibitori di SGLT2, e discutono le nuove opportunità terapeutiche all'intersezione tra malattia metabolica e cardiovascolare.
I disturbi metabolici, quali l'obesità, il diabete di tipo 2 e la dislipidemia, sono importanti determinanti del rischio cardiovascolare e hanno raggiunto livelli epidemici nelle popolazioni occidentali. I recenti progressi nella ricerca clinica hanno rivelato effetti inaspettati e spesso benefici delle classi farmacologiche di farmaci metabolici sugli esiti cardiovascolari, evidenziando interazioni complesse tra metabolismo e patologia cardiaca. Nonostante la loro efficacia clinica, i meccanismi molecolari e cellulari attraverso i quali agisce molti di questi agenti rimangono solo parzialmente compresi. Questo divario di conoscenze sottolinea la necessità urgente di ricerca fondamentale che non solo analizzi la biologia dei disturbi metabolici e della malattia cardiovascolare, ma che riveli anche le basi meccanicistiche delle terapie esistenti e emergenti, consentendo così uno sviluppo terapeutico razionale. Questa dichiarazione scientifica, elaborata da ricercatori del Consiglio per la Scienza Cardiovascolare di Base della Società Europea di Cardiologia (ESC) e di diversi Gruppi di Lavoro ESC, fornisce uno stato dell'arte delle vie molecolari e cellulari emergenti che collegano le anomalie metaboliche alle patologie vascolari e cardiache. Illuminando queste connessioni critiche e le questioni irrisolte, questo articolo mira a catalizzare l'innovazione nella prevenzione e nella gestione della malattia cardiovascolare nel contesto della disfunzione metabolica e a suggerire nuove direzioni per la ricerca futura.